Gianpaolo Bonzio
SUONI SPARSI di
Gianpaolo Bonzio

La vita in musica di Paolo Conte e quel suono del trattore

Sabato 25 Maggio 2024
Paolo Conte
Tra i primi suoni musicali che hanno caratterizzato l’infanzia di Paolo Conte c’è quello prodotto da un trattore. Un’immagine agreste forse lontana, ma per chi ama la musica non sembra poi tanto paradossale visto che nel blues (basti pensare a B.B.King o a Muddy Waters), il primo approccio con la vita è stato proprio nei campi di cotone e poi alla guida di un trattore. 
Questo ricordo apparentemente banale, nelle fasi iniziali del bel documentario “Paolo Conte alla Scala - Il Maestro è nell'anima” del regista Giorgio Testi, apre ad una visione più approfondita sul contesto piemontese che è stato alla base della formazione del cantante.
La scelta del regista, che ha seguito un’idea di Caterina Caselli, è quella di alternare il celebre concerto del 2023 di Conte alla Scala di Milano con i filmati del passato che aiutano lo spettatore ad immergersi nel mondo dell’avvocato astigiano. A suo tempo i puristi milanesi avevano duramente criticato la scelta di ospitare un cantautore nel tempio della lirica, e questo spiega efficacemente anche le costanti difficoltà di quel pubblico ad aprire la mente a suoni e atmosfere di diversa natura.
Giovedì scorso, nella prima assoluta trasmessa su RaiTre, è così emersa tutta la ricchezza delle canzoni di Conte capace di spaziare con naturalezza da melodie viennesi, a spunti klezmer, insistendo su una forma canzone ampiamente influenzata dal jazz. Sfilano cosi i classici da “Sotto le stelle del jazz” a “Come di” che pongono in primo piano anche la raffinatezza della band che da anni lo segue. Lui è sempre molto pacato e, esattamente come aveva fatto in piazza San Marco a Venezia, terminato l’immancabile bis di “It’s wonderful-Via con me” spiega al pubblico in piedi ad osannarlo che non ha proprio più energia. 
Il film, come la stessa musica di Conte, affonda le radici nel passato con uno sguardo delicato e suggestivo nelle atmosfere che hanno caratterizzato tutto il lungo percorso del Novecento. Le sue, appunto, sono le sonorità dell’anima che sviluppano immagini affascinanti. «Quando compongo - dice nel documentario - creo soprattutto dei paesaggi e poi aggiungo i colori». Ultimo aggiornamento: 14:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA