Guerre e tensioni, viviamo nell'era del disordine mondiale. Servirebbe una "nuova Yalta", ma mancano grandi leader

Venerdì 24 Maggio 2024

Caro direttore,
il mondo è sull'orlo di una crisi di nervi. Non passa giorno infatti che non si aggiunga una nuova minaccia a quelle che già ci sono. Non bastava la guerra Russia-Ucraina e quella in atto tra Israele e Hamas. Adesso anche l'escalation tra Cina e Taiwan. Come reagirà il nuovo parlamento europeo a tutto questo? E il nuovo Presidente degli Stati Uniti ( se non verrà rieletto Biden )? Spesso la storia si ripete. Passano le generazioni ma si continuano a fare sempre gli stessi errori. Fame, sete di potere, dominio dell'uno su un altro, egoismi personali, odio. Tutto questo mi fa pensare all'inferno di Dante. Credo che oggi non ci sarebbe abbastanza posto per tutti.

Lino Renzetti


Caro lettore,
il mondo è già nel pieno di una crisi di nervi, anzi soffre di quella che l'economista Nouriel Roubini ha definito una "depressione geopolitica" da cui non sa come uscire.

L'architettura internazionale creata all'indomani della Seconda guerra mondiale è andata in frantumi e non è stata sostituita da un nuovo equilibrio globale. Le guerre diffuse e le tensioni internazionali crescenti tra Paesi e dentro i Paesi sono la conseguenza dell'attuale disordine mondiale. Proprio per questo qualcuno sostiene, con una certa ragione, che servirebbe una nuova Yalta, riferendosi alla conferenza in Crimea con cui nel 1945 Roosevelt, Stalin e Churchill, cioè i capi dei paesi vincitori della Seconda guerra mondiale, posero le basi del mondo post bellico. Rispetto ad allora però il contesto attuale è molto diverso, innanzitutto perchè la Yalta del 1945 non prevedeva la presenza al tavolo della super potenza cinese, oggi il nemico numero 1 di Usa e Occidente, e in secondo luogo perchè oggi non esistono nè si intravvedono all'orizzonte leader in grado di trovare e imporre soluzioni, imprimendo un nuovo corso alla storia del mondo. Per individuare una via d'uscita servirà dunque tempo e in attesa che vengano riscritte le nuove regole della convivenza globale, il decennio attuale vivrà probabilmente altri crisi e altri conflitti. Qualcuno teme anche una Terza guerra mondiale, ma è uno scenario assai improbabile: dovremo piuttosto convivere con un'instabilità diffusa e permanente, dove però il ruolo (e i costi) della Difesa avrà un ruolo crescente. Certamente quando, metaforicamente, i grandi si siederanno a una tavolo, i partecipanti saranno assai più numerosi dei tre che decisero ad Yalta ( come ignorare del resto una realtà come l'India?). Ma il baricentro di un nuovo ordine mondiale non potrà che avere due protagonisti: gli Usa e la Cina. Gli altri, Europa compresa, avranno un ruolo di alleati o di sostenitori. Ma il loro peso potrà far pendere da un lato o dall'altro la bilancia della storia e dei nuovi equilibri globali.

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