I deinfluencer sul web, chi sono gli anti influencer e perché il settore del beauty ancora resiste

Perché essere bombardati di suggerimenti è stancante

Lunedì 20 Febbraio 2023 di L. Jatt.
I deinfluencer sul web, chi sono gli anti influencer e perché il settore del beauty ancora resiste

Bene o male siamo tutti “influencer-zzati”; una malattia social che è difficile da debellare e che in molti non hanno nessuna intenzione di sconfiggere, anzi. Tutto fa business e gli Influencer oggi sono i nuovi industriali della Rete tra TikTok, Instagram, Twitter, Twitch, Facebook, YouTube. Ma di pari passo, cresce anche il popolo dei deinfluencer, cioè di coloro che meticolosamente e in modo capillare e altamente professionale, sconsigliano quel prodotto piuttosto che quel macchinario, quall’abito o quel siero di bellezza ecc. 

Autumn Fry, l'influencer bambina che colleziona armi e si diverte a sparare. Il padre: «Glielo ho insegnato io»

La reazione alla pubblicità

I de-influencer da gennaio scorso hanno iniziato a spopolare su TikTok. «Come con le reazioni negative alle pubblicità photoshoppate sulle riviste e all’abuso di facetuning per i selfie, le persone non ne possono più», spiega a Wired, Charlotte Palermino, 35 anni, amministratrice delegata del brand di skincare Dieux di Brooklyn. L’imprenditrice non è sorpresa dall’ascesa del de-influencing: «Essere bombardati di suggerimenti è stancante. Sentirsi dire che ogni prodotto è miracoloso è stancante». La recessione globale in atto ha già avuto ripercussioni sul modo in cui gli inserzionisti si relazionano con le campagne degli influencer, perché quando il costo della vita è più alto il pubblico è più infastidito dall’ostentazione. Tuttavia, il de-influencing non è stato innescato solo dall’attuale congiuntura economica: è una reazione al modo in cui è cambiato TikTok.

Tinder per i cattolici, arriva Catholic Match: l'app di incontri riservata ai credenti

Cos'è il TikTok shop

«Qualche anno fa TikTok era autentico perché non era una cosa seria – sostiene sempre su Wired, Palermino –. I brand non investivano granché nei creatori di contenuti e quindi era semplicemente uno spazio divertente dove non c’erano pressioni, mentre ora la pressione è alle stelle». 
Nel novembre 2022, negli Stati Uniti è stato infatti lanciato il TikTok Shop, una funzione che consente agli utenti di effettuare acquisti direttamente sull’app senza essere re-indirizzati a un rivenditore esterno. Se inseriscono link ai prodotti dello Shop nei loro video, i creator guadagnano una commissione. Naturalmente, sull’app i prodotti “imperdibili” spuntano ormai dovunque. Attaccare gli influencer è  uno dei passatempi preferiti su internet, e ora gli utenti della rete hanno iniziato a prendersela anche con i singoli prodotti. Tuttavia, uno dei settori più colpiti, quello della bellezza, è ancora in salute. Per Jessica DeFino, giornalista che cura una newsletter in cui critica il settore bellezza, la tendenza del de-influencing è, solo una tendenza: «Il settore della bellezza è impegnato in questo tira e molla ormai da anni», spiega, notando che le routine di skincare in dieci fasi hanno fatto spazio alla “skipcare” e allo “skinimalism” che, al contrario, propongono di applicare molti meno prodotti per la cura quotidiana della pelle.

Roma, a Montesacro la lezione del Prof. Schettini: «Da Madonna a Michelle Hunziker per spiegare ai ragazzi il concetto della relatività»

Ultimo aggiornamento: 20:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche