Asilo “Tiziani”, a giugno le suore se ne vanno dopo 40 anni. «Mancanza di vocazioni»

Lunedì 20 Maggio 2024 di Federica Fant
Asilo “Tiziani”, a giugno le suore se ne vanno dopo 40 anni. «Mancanza di vocazioni»

SANTA GIUSTINA - Il 30 giugno le suore dell’Opus Mariae Reginae torneranno alla casa madre di Formia, dopo 39 anni di servizio a Santa Giustina.

Annalisa Ambrosi e Donatella Brugnera sono religiose dell’opera che presta servizio alla scuola dell'Infanzia di Santa Giustina “Antonio Tiziani” da quasi 40 anni. 


CHI SONO
Annalisa ha avuto la fortuna di esserci quando 39 anni fa il suo ordine sostituì quello della congregazione di Maria Bambina. «Era il 1985 - racconta e sono rimasta un solo anno. Venivo dalla Brianza e poi dalla Brianza mi hanno fatto tornare i genitori Ad oggi sono 14 anni che sono a Santa Giustina (dopo altre esperienze in Calabria, Lombardia e in Veneto. Io ho aperto e a me tocca chiudere con la fine di giugno. La causa è anche quella della mancanza di vocazioni. All’epoca c'era il parroco don Luigi Perot, che ha chiesto di noi. Anche la Curia stessa ha rinforzato questa sua richiesta, perché allora il vicario generale era don Secondo Dalla Caneva. Ad ottobre di quell’anno abbiamo cominciato l'anno scolastico con 105 bambini». Cosa caratterizza la vostra Opera? «L’oratorio e le mamme - risponde Annalisa -. Il nostro principale apostolato è la donna perché il nostro fondatore (padre Mario) ha sempre detto che quando è formata la donna abbiamo salvato la famiglia. La donna trascina l’uomo. O al bene o al male, allora se noi formiamo la donna fin da piccolina avremo anche delle famiglie sante». 
LE ATTIVITÀ
Nell’oratorio c’è il momento di gioco, di “lavoro” e di riflessione. In questi giorni sono circa una trentina le ragazze e bambine che lo frequentano. Per lavoro si intende imparare alcune attività, fare lavoretti. Quanto alla riflessione «si parla di catechesi. Talvolta incontriamo solo le grandi e le illuminiamo, perché tirano fuori tanti problemi e ci parliamo insieme, ci confrontiamo». E quando le si chiede se i bimbi sono cambiati in questi anni risponde: «Io vedo che adesso i bambini si fanno carico di troppe attività fuori dalla scuola e penso che i genitori se li godono poco. Col risultato che i bimbi poi si stancano. Ho chiesto ad un bambino una volta: «Cosa farai da grande?». Lui: «Mi riposerò». 


I RICORDI
«Posso parlare del primo anno, che è stato meraviglioso: avevamo tantissime ragazze - prosegue Annalisa -. Don Perot le aveva preparate ed erano tutte lì ad accoglierci la prima domenica fuori dalla chiesa, dopo la messa cantata. C’erano quelle libere e le fidanzate». Anche adesso ci sono parecchie ragazze, un mese fa circa sono andate al Santo Leopoldo Mandich a Padova e hanno lasciato un pensiero: «Facci la grazia di lasciarci le sorelle per continuare l’oratorio», hanno scritto. La crisi di vocazioni c’è, ma sorella Annalisa è convinta: «la Madonna ha promesso che ci saranno momenti più belli, più favorevoli e noi ci crediamo». 


LA CHIAMATA
La vocazione di Annalisa è una bella storia da raccontare. Non lo sapeva nemmeno lei, adolescente già con l’idea di entrare in convento, che proprio nel suo paese veronese c’era il fondatore dell’Opus Mariae Reginae, la cui sorella aveva sposato suo zio. «Il nostro padre fondatore era a Vellai e veniva a confessarsi a piedi da don Perot a Santa Giustina e ci portava anche i suoi ragazzi. Perciò quando ci hanno chiesto di venire a Santa Giustina è stato risposto subito di sì. Perché c’era questo sacerdote e lo conosceva e sapeva che era bravo». Quindi la vocazione. «Dovevo entrare alle Sorelle della Misericordia a Verona, dopo invece ho incontrato il padre Mario in confessionale. Lui non mi ha mai detto: «Vieni da noi», dopo ho conosciuto la congregazione e nemmeno sapevo l’avesse fondata lui, sapevo solo che aveva sposato mio fratello mia cognata. Andava a celebrare dalle suore, ci incrociavamo e io ho sentito qualcosa dentro. E pensare che era burbero. Dicevo: «Sia lodato Gesù Cristo» e neanche rispondeva. Quando poi sono andata a casa sua a chiedere se mi faceva da padre spirituale mi ha chiesto: «Ma chi l’ha mandata da me?». Io: «Il Signore». Lui: «Sicura?». Io: «Sicurissima». E così a 15 anni si è consacrata: oggi ne ha 68. Felice. Si è diplomata e poi laureata in Teologia, alla Cattolica. Donatella è più schiva, ma il suo operato parla per bocca delle oratoriane, che la adorano e per le quali è un prezioso punto di riferimento.
 

Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 13:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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