L'esempio Galvalux: prima salvò l'hockey in Cadore, ora per i 50 anni distribuisce 700mila euro ai dipendenti

Domenica 10 Settembre 2023 di Giuditta Bolzonello
La famiglia De Polo, che guida la Galvalux

PIEVE DI CADORE - «Vogliamo condividere questo traguardo con il territorio e crescere ancora insieme, qui vogliamo rimanere guardando al mondo»: così il patron di Galvalux, azienda leader nel settore dei metalli (in particolare dei trattamenti galvanici e della verniciatura), Angelo De Polo che non si aspettava di certo il grande afflusso, ieri mattina in azienda, per l’Open Day.

C’erano tanti amici, altrettanti ex dipendenti che guadagnata la pensione, restano comunque legati alla Galvalux, in una sorta di famiglia. E così in paziente attesa del proprio turno ecco la visita allo stabilimento, che è stato realizzato sotto la frazione di Nebbiù, accompagnati dai responsabili delle diverse aree.

«È venuta tantissima gente, oltre le aspettative - assicura De Polo- pochi sanno della grande complessità dell’azienda e delle sue lavorazioni». Una curiosità ripagata dalle spiegazioni offerte e dalle particolarità svelate: un’occasione unica per esplorare la fabbrica, tra le più innovative del settore, interagendo con il team che ha consentito all’azienda nata nel 1973 di imporsi a livello nazionale e internazionale superando i 20 milioni di euro di fatturato e arrivando a impiegare circa 200 collaboratori, compresa la consociata Color Point di Longarone.

Come non festeggiare i primi 50 anni nel territorio e per il territorio? Galvalux traguarda mezzo secolo di attività nel cuore del Cadore: «Sono i nostri primi 50 anni, grande motivo d’orgoglio per un’azienda che ha scelto di restar legata al territorio, pur non essendo inserita in nessun corridoio di transito delle merci e soprattutto dell’alta moda, settore per il quale siamo riusciti a lavorare diversificando la nostra produzione quando l’occhialeria era ancora nei tempi d’oro; è un settore molto esigente, con fatica abbiamo guadagnato la fiducia, è motivo d’orgoglio che le ditte dell’alta moda da Parigi a New York vengano qui in Cadore a scegliere i nuovi prodotti».

Qualità e serietà pagano anche se le strade non sono le migliori, le griffe più prestigiose si affidano a Galvalux per le componenti metalliche dei loro prodotti esclusivi, orgoglio e responsabilità vanno di pari passo in questa azienda che ha anteposto ai propri interessi il bene comune. In Galvalux l’attenzione sul prodotto è sempre stata accompagnata da precise misure di welfare; solo a fine 2022 sono stati erogati circa 700mila euro in bonus per i collaboratori, buoni spesa “a km zero” e quindi spendibili nei negozi locali, e finanziamenti alle realtà del territorio.

Giusto un anno fa il salvataggio del palaghiaccio di Tai, la Galvalux Arena, con un contributo di ben 100 mila euro. È massima anche l’attenzione per l’ecosistema, si lavora su impianti automatici realizzati nel pieno rispetto e salvaguardia dell’ambiente. «Siamo cresciuti insieme attraverso i decenni, superando tante difficoltà. Ora vogliamo condividere questo momento con l’intera comunità»: ecco l’Open Day rivolto a collaboratori e familiari, amici, clienti e fornitori; le porte dell’azienda di Nebbiù hanno aperto per l’intera mattinata. «La nostra è stata una crescita graduale e continua, due fattori hanno fatto la differenza: il territorio con il suo inestimabile know-how e la nostra continua volontà di innovare», rimarca con giusto orgoglio De Polo. Galvalux è oggi una delle realtà manifatturiere più importanti dell’alto Bellunese «e qui vogliamo continuare a rimanere guardando al mondo e dicendo ai nostri giovani che siamo pronti a valorizzare i loro talenti e offrire opportunità concrete - conclude De Polo -, di realizzazione personale e lavorativa. Abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla: vogliamo crescere ancora insieme”.

Ultimo aggiornamento: 17:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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