Olimpiadi 2026, l'inchiesta si allarga: assunzioni e forniture. Una dipendente parla per 6 ore

La Procura ha aperto un nuovo fascicolo su abuso d'ufficio e turbativa d'asta

Giovedì 23 Maggio 2024 di Angela Pederiva
Olimpiadi 2026, l'inchiesta si allarga: assunzioni e forniture. Una dipendente parla per 6 ore

VENEZIA - Non solo le ipotesi di corruzione e turbata libertà d’incanto sull’affidamento dei servizi digitali: si allarga l’inchiesta su Milano Cortina 2026. Ieri è emerso che la Procura ha aperto pure un fascicolo per d’abuso d’ufficio e turbativa, al momento senza indagati com’era stato inizialmente anche per l’altro, su due fronti: da un lato le assunzioni, per verificare i contratti stipulati con persone legate al mondo della politica e dello sport o ai vertici della Fondazione; dall’altro sulle forniture. Per oltre sei ore è stata ascoltata come persona informata sui fatti una dipendente, che per oltre 17 anni ha lavorato (anche in altre società) a fianco dell’ex amministratore delegato Vincenzo Novari, il quale ha ricevuto per oggi l’invito a comparire per l’interrogatorio da parte del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dei pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis.


LA CHAT E GLI INGAGGI
Novari è difeso dall’avvocato Nerio Diodà, noto alle cronache di Tangentopoli come legale di Mario Chiesa.

Con il manager sono indagati anche l’ex direttore tecnico dei servizi digitali Massimiliano Zuco e l’imprenditore Luca Tomassini, il quale secondo i riscontri della Guardia di finanza, in una chat interna alla società Vetrya avrebbe esultato così, dopo la nomina dell’ad nel 2019: «Eh andiamoooooo, 5 billion di budget (miliardi a bilancio, ndr.), appena sentito». Secondo quanto è trapelato, la dipendente ha riferito ai pubblici ministeri che sarebbe stato sempre Novari a darle i curricula e a decidere sulle assunzioni. Gli inquirenti hanno recuperato l’elenco dei 380 addetti attuali. Negli ultimi anni sarebbe aumentato il numero degli ingaggi a tempo determinato e indeterminato, ma ci sono anche stagisti e collaboratori. Nel frattempo sono proseguite le perquisizioni nell’abitazione di Novari. Le ricerche sui dispositivi e sulla documentazione riguardano complessivamente tre ambiti: «assunzioni nel periodo Novari», «contratti Vetrya», «sponsor tecnologici e servizi digitali per Fondazione». Due legali, «anche a tutela della riservatezza dei dati aziendali non pertinenti all'indagine», hanno chiesto che vengano effettuate le copie forensi sui computer acquisiti, con una selezione dei dati nel contraddittorio tra le parti. In tema di avvocati, per la Fondazione la professoressa Paola Severino ha depositato la nomina come parte offesa. 


L’APPROFONDIMENTO
Nel frattempo trapelano dettagli sul contratto per «l’erogazione di servizi tecnologici e cyber security» per circa 176 milioni di dollari, versati a Deloitte Usa da Milano-Cortina 2026, che si è ritrovata a pagare anche 74 milioni di euro per consulenze digitali ad alcune società che fanno capo al colosso, il quale invece come sponsor della manifestazione ha contribuito per 7 milioni. Sono queste le presunte «anomalie» citate nei decreti di ispezione e perquisizione. Il cosiddetto contratto “Pisa” avrebbe provocato «un ingente stato debitorio in capo a Fondazione» e vedrebbe come oggetto «servizi tecnologici in parte sovrapponibili con quelli già erogati» da Vetrya poi diventata Quibyt. Dunque per i pm serve un «approfondimento investigativo». 


IL GELO
Intanto scende il gelo tra la Fondazione e Novari. «Non c’è altro da commentare: sono indagini che riguardano una persona andata via con una richiesta esplicita da parte dei soci fondatori, degli enti locali e reiterata dai due governi, Draghi e Meloni», ha detto ieri il presidente Giovanni Malagò. Le parole del numero uno del Coni rivelano che la sostituzione del ceo nel 2022 era stata espressamente richiesta dai diversi livelli istituzionali: Comuni, Regioni, Province autonome e Palazzo Chigi, i quali peraltro avevano lasciato trasparire l’insoddisfazione per la lenta operatività dell’epoca.


L’INFORMATIVA
Nel frattempo il senatore dem Andrea Martella, con i colleghi Nicola Irto, Lorenzo Basso e Michele Fina, ha formulato una richiesta di informativa al forzista Claudio Fazzone, presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. Gli esponenti del Pd domandano di audire i ministri Matteo Salvini (Infrastrutture) e Andrea Abodi (Sport), «al fine di conoscere lo stato di avanzamento di tutte le opere». Pur nella consapevolezza che i cantieri sono gestiti da Simico, i dem intendono capire se «vi siano rischi di ritardi nel cronoprogramma».
 

Ultimo aggiornamento: 18:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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