Belluno. Combattere il bostrico a colpi di gelato: 2.400 coppette per raccogliere fondi per la ricerca

Il ricavato andrà all'Università di Padova

Lunedì 25 Marzo 2024 di Giovanni Santin
Gelato

BELLUNO - Il gelato day di Longarone andato in scena ieri negli stand della fiera, si è snodato fra gusto, tradizione e ricerca scientifica. Ad Agrimont, nella giornata conclusiva della rassegna, Longarone Fiere, Confartigianato Veneto e Università di Padova si sono infatti unite per onorare il gelato e curare i boschi malati di bostrico. Con offerte libera in cambio del gelato distribuito gratuitamente: ben 2.400 le coppette andate a ruba.

Gelato artigianale

E così ieri il gelato si presentato da una parte come racconto del territorio e di un sapere esperienziale che affonda le radici nella storia, ma è anche diventato strumento per aiutare il bosco malato di bostrico. È questo il filo rosso della Giornata europea del gelato artigianale, celebrata ad Agrimont. Ha detto Michele Dal Farra, presidente di Longarone Fiere Dolomiti: «Il gelato artigianale è l'unico prodotto alimentare riconosciuto dall'Unione europea con una giornata dedicata. E questo grazie a un'azione di lungo corso partita proprio da qui. Esso oltre a raccontare un saper fare e i territori, oltre a promuovere e valorizzare i prodotti della terra e le filiere corte, oggi diventa alleato della ricerca, per dare una mano ai nostri boschi malati di bostrico».

La diffusione del bostrico

Una ferita nata dopo la tempesta Vaia del 2018 che ha portato alla distruzione di intere foreste ed ha appunto avuto come conseguenza anche la proliferazione del bostrico. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia da una parte, i recenti andamenti meteorologici, dall'altra hanno in questo modo consentito alle popolazioni di bostrico di proliferare come non avevano mai fatto prima. Ed in Veneto, in soli tre anni, il volume di legname morto per l'attacco del parassita ha già superato gli 8 milioni di alberi e si prospetta che alla fine dell'epidemia i danni da bostrico possano essere addirittura uguali a quelli del disastro Vaia. Ecco perché l'Università è scesa in campo, come spiega Brunella Santi, dell'ufficio Foundraising dell'ateneo padovano: «Cosa può fare l'Università di Padova in tutto questo? Può fare ricerca e diventa fondamentale investire nello studio al fine di prevenire, in futuro, nuove proliferazioni del parassita.

E proprio in risposta all'emergenza bostrico nasce il progetto di ricerca condotto dai dipartimenti Territorio e sistemi agro-forestali (Tesaf) e Agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente (Dafnae). E con i fondi raccolti anche oggi ad Agrimont finanzieremo due borse di dottorato in selvicoltura e in entomologia forestale». Ed è per questo che nella sua giornata europea il gelato dà una mano e si mette a disposizione nella ricerca scientifica.

Fondi per la ricerca

Offerto da Confartigianato Veneto, con la collaborazione di Longarone Fiere Dolomiti e Lattebusche, ai visitatori sono state dunque distribuite coppette ad offerta libera il cui ricavato andrà per la ricerca condotta dall'Università di Padova. Risalto soprattutto al Gaufre de Liègi, eletto il gusto della ricerca: un fiordilatte alla vaniglia variegato con burro salato e la cialda tipica della città belga. Un plauso all'iniziativa è arrivato anche da Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Belluno: «Il gelato artigianale è un prodotto della filiera dell'agricoltura. E non poteva non dare una mano per risolvere un problema importante dell'agricoltura come il bostrico». Per Cristiano Gaggion, presidente di Confartigianato alimentazione Veneto, il gelato è un «prodotto del nostro made in Italy e simbolo dell'artigianato che celebra il saper fare artigiano e far squadra per superare le criticità dei territori». Ma la raccolta di offerte alla ricerca non si ferma qui. Attraverso il portale dell'Università di Padova è possibile donare anche nei prossimi giorni visitando la pagina https://www.unipd.it/sostieni/emergenza-bostrico.

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