«8mila ore di volo e tante vite salvate»: in pensione Primo, pilota di elicotteri del Suem

Lunedì 21 Marzo 2022 di Daniela De Donà
Primo Bernardi, il pilota di elicotteri del Suem va in pensione (foto Fabio Bristot "Rufus")

BELLUNO Sfiorare le pareti di roccia. Calcolare al centimetro ogni avvicinamento. E salvare vite umane. Chissà che ricordi frullano nella testa di Primo Bernardi. Ora il pilota di elicotteri è in pensione, dopo 30 anni di voli sopra le Dolomiti.

Con un numero nel cuore: il 118. Quello che viene chiamato per richiedere il soccorso in montagna, estate ed inverno. 

PIONIERE
Decollava dalla base di Pieve di Cadore, di Treviso, di Pieve del Grappa. Per cento e cento missioni di soccorso. Per un “botto” di ore volo. Primo Bernardi fa parte della vecchia guardia del Suem: «Un pioniere, per certi versi – racconta Alex Barattin, a capo del Soccorso alpino e speleologico per la zona delle Dolomiti bellunesi - lui ha cominciato a volare per il Suem 118 quando si è iniziato a sperimentare il gancio baricentrico, usato, in area dolomitica, come supporto per gli interventi sanitari. Precedentemente il gancio era utilizzato unicamente per sollevare carichi, per portare materiali in quota». Con corda da 50-100 metri. Sistema andato in disuso, finito in cantina. Ora, va precisato, il Soccorso Alpino si avvale, per gli interventi in parete, dei nuovi verricelli che permettono di avere salita e discesa assistita. Su Primo, pilota stimato sia per attività area di lavoro che per attività di soccorso, Alex Barattin non ha dubbi: «Un super tecnico, una persona mite che, però, sapeva tirare fuori una grandissima energia laddove le necessità operative lo richiedevano». 

IL PROFILO
A conoscere bene il pilota Bernardi è Rufus Bristot, fino al 2015 delegato del Soccorso alpino e speleologico delle Dolomiti bellunesi. «Persona schietta e autentica con (credo) 8.000 ore di volo all’attivo, grazie alle quali ha portato a termine centinaia di missioni di soccorso», scrive Bristot, aggiungendo una considerazione: «Spesso negli interventi di elisoccorso si rimarca il ruolo del Soccorso Alpino e quello della componente medica. Si dimentica il più delle volte di sottolineare il ruolo decisivo dei piloti che permettono che la complessiva attività di soccorso possa avvenire velocemente e nella massima sicurezza, con elevati limiti di accettabilità del rischio». Quindi il riconoscimento della professionalità «e dello spessore umano che, anche nei momenti di criticità, non è mai venuto meno». Ad unirsi al coro, su Facebook, sono in tanti: si va dai «buona pensione» ai grazie di aver rischiato la vita «per salvare centinaia di alpinisti incrodati». Poi «ineguagliabile Primo», «numero uno di nome e di fatto», Fino al «buona vita, comandante!».

Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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