Padova. Paziente morta dopo la gastroscopia, assolto il medico: sentenza impugnata dalla Procura

Martedì 28 Maggio 2024 di Marco Aldighieri
GASTROSCOPIA - Morta dopo l'esame medico assolto impugna la Procura

ROVOLON (PADOVA) - La Procura quella sentenza di non luogo a procedere, in favore del gastroenterologo a giudizio per la morte di Nicoletta Bettucchi di 64 anni, non l’ha mai accettata. Così il pubblico ministero Marco Brusegan, titolare delle indagini, ha atteso le 9 pagine di motivazioni e ha impugnato la decisione del Gup Laura Alcaro in Corte d’Appello. Nei guai era finito il medico Filippo Pelizzaro, 34 anni di Dolo ma residente ad Albignasego. 


IL DECESSO
Nicoletta venerdì 10 settembre del 2021 si era recata a Padova all’ospedale Civile per sottoporsi a colonscopia e gastroscopia in sedazione. Un esame invasivo dell’apparato digerente, ma nella maggiore parte dei casi per nulla pericoloso per il paziente. Invece, nel caso della redattrice di Neri Pozza Editore e residente con il marito a Rovolon, qualcosa è andato storto. La donna, una volta terminata la visita è rientrata nella sua abitazione, e poco dopo ha iniziato a sentirsi male. La 64enne è stata costretta a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. Nicoletta è stata sottoposta a una tac e le è stata diagnosticata una lesione al duodeno: la prima porzione dell’intestino tenue. 


È stato così deciso di ricoverare la paziente per sottoporla a una operazione con l’obiettivo di ridurre il danno all’apparato digerente.

Ma nulla è cambiato, anzi il quadro clinico è andato peggiorando tanto da costringere i medici a un secondo intervento nella speranza di strappare alla morte Nicoletta. Purtroppo anche il secondo tentativo è stato inutile, e la 64enne è finita intubata in rianimazione. All’alba di lunedì 13 settembre il suo cuore ha cessato di battere. 


L’INCHIESTA 
La Procura ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il giovane medico. Pelizzaro si è laureato all’Università di Padova e specializzato in malattie dell’apparato digerente con il massimo dei voti all’UOC Gastroenterologia Azienda-Ospedale Università di Padova. Ha poi conseguito il Diploma Nazionale di Competenza in Ecografia clinica, mentre si è specializzato in gastroenterologia nel gennaio del 2019. 


Secondo l’accusa il medico, quel giorno, nell’usare l’endoscopio per la gastroscopia ha spinto troppo con forza lo strumento perforando un diverticolo della paziente nel duodeno. In un secondo momento poi non avrebbe seguito una Tac, per appurare il buon esito dell’esame. 


L’ASSOLUZIONE
Ma il Gup ha sposato in pieno la linea della difesa con l’avvocato Lorenzo Locatelli: il medico ha seguito alla perfezione le linee guida, inoltre come previsto dalla riforma Cartabia il giudice ha deciso di non rinviarlo a giudizio perché mancava la certezza della condanna. Per il Gup c’è stata una causa di non punibilità perché è stato fatto un errore durante l’esecuzione. E poi “...Vista la ritenuta ordinaria effettuazione dell’esame e la remissione dei sintomi, non era manifesta una rappresentazione di rischio di perforazione, tale da richiedere l’effettuazione di una Tac; inoltre la effettuazione anche in concomitanza di una colonscopia- rx addome sarebbe risultata negativa quanto alla perforazione...”.


LA PROCURA
Per gli inquirenti invece si è trattato di una perforazione del duodeno dovuta a colpa grave da parte del gastroenterologo e per questo la sentenza è stata impugnata. 

Ultimo aggiornamento: 17:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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