Padova. Accusato di molestie da una collega, il Tribunale gli dà ragione e torna al lavoro

Quello deciso con la sentenza pubblicata il 21 maggio, è il secondo reintegro per l’uomo

Venerdì 24 Maggio 2024 di Nicola Munaro
Aula di tribunale

PADOVA - “L’unica frase che ha un esplicito e diretto riferimento” alla collega di lavoro che sarebbe stata molestata (e cioè «ma tu sei bella quando indossi i top») è una “ frase mai oggetto di contestazione disciplinare” che “non ha certo l’attitudine ad integrare i caratteri della molestia”. Tutto il resto - dalle battute “a contenuto macista” sulle scollature e sull’eccitazione maschile di fronte ad un corpo mozzafiato - fanno parte di un discorso generale pronunciato, sì, davanti a una donna ma riferito ad una cantante che la sera prima si era esibita a San Remo. E la lavoratrice che aveva denunciato il collega, dando il là a una serie di procedimenti che avevano portato al licenziamento dell’uomo, “ben aveva compreso il tono delle frasi”. È questo il nucleo della sentenza con la quale la Sezione lavoro della Corte d’appello di Venezia ha reintegrato il 59enne licenziato in primo grado per molestie. «Siamo soddisfatti del risultato ma i danni per il lavoratore sono stati di molto superiore al risarcimento ottenuto - ha commentato l’avvocato Roberto Finocchiaro, legale dei dipendente - , visto che lo stesso ha dovuto lasciare temporaneamente il posto di lavoro con il marchio di molestatore: la vicenda dimostra come il tema delle molestie sessuali sia poco conosciuto anche dal punto di vista legale e che l’eccessivo zelo possa causare danni collaterali devastanti».

Le frasi incriminate

In sostanza quello deciso con la sentenza pubblicata il 21 maggio, è il secondo reintegro per l’uomo: il primo era arrivato nella fase di urgenza dell’indagine, consentendogli di rientrare al lavoro. Ma questa decisione era stata cancellata dallo stesso tribunale del lavoro di Padova, ora a sua volta annullato dall’Appello. I fatti si riferiscono ad un episodio accaduto il 9 febbraio 2022 quando il lavoratore, dipendente della sede padovana di Snam Rete Gas Spa, aveva scambiato un paio di chiacchiere con una addetta alla sicurezza dello stabilimento. Alla collega aveva detto: «...Prova a metterti nei panni di un uomo quando si trova davanti ad una donna con un decolleté così, l’uomo si eccita di sicuro...Cos’è l’erezione per un uomo, lo puoi capire se Il giorno dopo la lavoratrice aveva segnalato il dialogo ai capi e alla direzione dell’azienda, lamentando anche di essere stata chiamata, sempre dal dipendente, “bella, invece di signora” e ancora «...Ma tu sei bella quando indossi i top...».

Poco più di un mese dopo, il 24 marzo 2022, la Snam lo licenziava per giusta causa attraverso una lettera con la quale contestava le molestie sessuali a danno dell’addetta alla vigilanza.

L'appello

Era stata di fatto la stessa lavoratrice a scagionare - grazie alla rilettura degli atti da parte dell’Appello - il collega, ammettendo che quelle frasi a sfondo sessuale, fossero in realtà rivolte alla cantante Ana Mena e non alla sua collega. Il giorno prima infatti aveva visto in un video una puntata del Festival di Sanremo, per seguire la performance della giovane attrice spagnola.

Ultimo aggiornamento: 16:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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