Padova. Papà sequestra la figlioletta di quattro anni e la lascia dai nonni in Tunisia. La promessa alla mamma durante il processo

Sabato 13 Gennaio 2024 di Marco Aldighieri
Tribunale

PADOVA - Un padre tunisino di 22 anni, nato a Thiene e domiciliato a Mestre, è a processo davanti ai giudici del Tribunale collegiale per i reati di sottrazione di minore e sequestro di persona, perché ha portato sua figlia di quasi quattro anni in Tunisia dai nonni contro la volontà della ex compagna di origine marocchina e residente in un comune dell'area termale insieme ai suoi genitori. Ieri in aula il papà, difeso dall'avvocata Elisabetta Costa, ha promesso di riportare in Italia la bambina con l'aiuto del consolato perché venga consegnata alla sua mamma che ha ottenuto la custodia della piccola in via esclusiva.

Il processo riprenderà il prossimo 19 febbraio con la discussione e la lettura della sentenza.

Il 22enne, che era anche finito in carcere a Venezia, durante l'interrogatorio di garanzia aveva dichiarato di riportare in Italia la piccola. Insomma, la vicenda sembrava essersi risolta al meglio per la bambina e la sua mamma, ma il papà all'ultimo momento ha ritrattato. Prima ha cambiato il suo legale, Marco Zanchi del foro di Venezia, e poi ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di fare riavere la piccola alla madre. Gli avvocati della giovane marocchina, appena ventenne, avevano anche scritto alla Procura e all'ambasciata italiana a Tunisi per fare avere tutti i visti necessari alla bambina per il rimpatrio, ma questo non è mai accaduto.

Tutto è iniziato il 13 maggio del 2022, quando un sabato il giovane padre tunisino non ha più riportato la bambina alla mamma. Fino a quel giorno, nonostante i due fossero separati, lui si era sempre comportato al meglio. Ma qualcosa è andato per il verso sbagliato e lui si è imbarcato con la piccola su una nave diretta in Tunisia. Una volta arrivato nel paese nordafricano ha raggiunto la casa dei genitori a Tunisini e ha consegnato la figlia ai nonni. Intanto la madre, non avendo più notizie della sua bambina, è sprofondata nella disperazione. Invano ha provato a contattare il suo ex compagno, ma non ricevendo risposte ha deciso di procedere con una denuncia per sottrazione di minorenne e sequestro di persona. Nel frattempo, con il passare dei mesi, un giorno ha ricevuto prima un messaggio al cellulare e poi una telefonata dal nonno paterno di sua figlia. Questo è stato l'unico contatto in sei mesi e da allora la giovane mamma non ha avuto più notizie della sua bambina. Ma ai primi di novembre il padre tunisino, ignaro di essere stato iscritto nel registro degli indagati e soprattutto di essere destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Maria Luisa Materia, è rientrato in Italia per richiedere un documento in Questura a Padova e qui gli agenti gli hanno notificato l'ordine di arresto.

Il 22enne agli inquirenti ha sempre dichiarato di essere innocente e di avere portato la figlia in Tunisia con il consenso della madre. La sua ex compagna, secondo il suo racconto, non sarebbe più stata in grado di accudire la bambina tanto da aver lei stessa sottoscritto in Questura l'autorizzazione per permettere al padre di viaggiare all'estero con la piccola. Non la pensa così invece la giovane marocchina. La sua versione dei fatti è del tutto opposta a quella fornita dal suo ex compagno. La mamma agli investigatori ha detto come la bambina sia perfettamente integrata in Italia e come sia seguita in tutto per tutto da lei e dai suoi nonni materni con i quali convive. Ora il padre tunisino se vuole avere uno sconto di pena deve fare rientrare la bambina in Italia, prima della prossima udienza. 

Ultimo aggiornamento: 11:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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