Pubblicità su due ombrelloni del bar, arriva la maxi sanzione da 3mila euro. «Speriamo in una revisione»

L'azienda che fornisce la birra al bar sacilese aveva anche consegnato alla titolare due omaggi per il riparo dal solleone

Venerdì 24 Maggio 2024 di Denis De Mauro
Pubblicità su due ombrelloni del bar, arriva la maxi sanzione da 3mila euro. «Speriamo in una revisione»

Tremilacentodieci euro e 34 centesimi: una bella cifra, un vero e proprio salasso per una piccola attività come il bar gestito da Maritta Gobbato a lato della statale Pontebbana, a due passi dal passaggio a livello. Il suo è il Bar Daniel, un locale tranquillo e frequentato, anche per la pausa pranzo, ma certo non un'attività che possa buttare dalla finestra una simile cifra. La somma è quanto deve per "l'esposizione pubblicitaria" in particolare di 2 ombrelloni, i classici che si vedono fuori dai bar, in questo caso con il marchio del brand che li ha forniti.


L’AVVISO

L'avviso di pagamento, relativo a quanto dovuto per il 2023, è della Step Srl di Codroipo, la società che dal 2019 è preposta alla riscossione dal Comune di Sacile. Maritta, che per far fronte a quella botta improvvisa ha dovuto chiedere un prestito, non ci sta, troppe cose non le tornano, troppe risposte che mancano. A cominciare da quell'unica comunicazione che le è arrivata già riportante una sanzione. I 3 mila e rotti euro non sono infatti il dovuto, ma la tassa più la sanzione amministrativa e qualche altra voce accessoria, come 54 euro di interessi legali. L'accertato, l'ammontare originale cioè, è di poco superiore ai mille euro: 1.008 per la precisione, che già questi non sono esattamente bruscolini, per un paio di cavalletti pubblicitari e altrettanti ombrelloni posti a riparare i clienti dal sole. La somma totale scende a 2.104 euro se il pagamento avviene entro 60 giorni dalla notifica dell'atto.

Documento, bene ribadire, arrivato alla barista già con la sanzione. «Il fatto è che loro (la Step ndr.) ogni volta, a inizio anno, mi mandavano l'avviso di pagamento per un paio di cartelli che ho fuori e c'erano già anche gli ombrelloni. Quindi mi avvisavano della cifra che dovevo pagare. Stavolta invece, nessun preavviso e gli ombrelloni (che fanno la differenza) sono sempre stati fuori». 


COSA È CAMBIATO?

Cos'è cambiato dunque, si chiede Maritta. Step ha messo nel suo mirino quei due ripari nell'aprile dell'anno scorso, mentre la Pec con il salato conto le è arrivato 6 mesi dopo, senz'altra comunicazione nel mezzo. L'accaduto ricorda le bollette comunali della Tari arrivate anch'esse come sollecito senza l'invio normale prima e comunque almeno senza more. Altro particolare che a Maritta non torna è il conteggio della superficie. «Li ho chiamati e mi hanno risposto che il loro riferimento è l'articolo 10 lettera A del regolamento, che dice che per la diffusione di messaggi pubblicitari il canone è determinato in base alla superficie complessiva - interpretazione che Maritta contesta perché - Sempre l'articolo 10 dice che se la pubblicità non è la finalità principale, cioè se il colore di fondo supera di tanto la scritta, si paga solo la grandezza di quest'ultima». In altre parole: l'ombrellone presentava il nome di una nota marca di birra solo nel corto ripiego, mentre tutta la sua cupola era monocolore e pulita.


LE MUSURE

«La scritta misura solo 25 x 75 centimetri, loro hanno considerato tutta la superficie, facendomi tra l'altro pagare per la reclame altrui». Non c'è stato verso di far valere la sua tesi. Alla ricerca di un po' di giustizia, Maritta si è rivolta alla consigliera comunale Rossana Casadio che sottolinea la mancanza di buonsenso e di come «se incaricata del servizio di accertamento e riscossione fosse stata Lsm o la Polizia Locale, probabilmente vi sarebbe stata una sensibilità molto diversa, un avviso, un richiamo anche solo verbale sottolineandone i rischi, non la maxi bolletta con già allegata la sanzione". Di un passaggio del servizio a Lsm si vocifera già da qualche tempo e la controllata del Comune potrebbe anzi essere tecnicamente pronta ormai. Ci sarà l'auspicabile passaggio? Per ora Maritta si accontenterebbe di una revisione del suo caso perchè non è possibile dover chiedere un prestito in banca per pagare la tassa sulle insegne pubblicitarie».

Ultimo aggiornamento: 16:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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