Bufera sul Comune di San Vito per il patrocinio all'incontro su Gaza. La replica: «Concesso solo lo spazio per l'evento»

Levata di scudi dei gruppi di minoranza: "Un errore gravissimo". E Loperfido (Fdi): "Sono sconcertato". Strappate molte locandine

Giovedì 23 Maggio 2024 di Chiara Muzzin
Bufera sul Comune di San Vito per il patrocinio all'incontro su Gaza. La replica: «Concesso solo lo spazio per l'evento»

SAN VITO AL TAGLIAMENTO - Ha fatto discutere, prima ancora di essersi tenuto, l'incontro andato in scena ieri sera in sala consiliare, a palazzo Rota, “Fermare il genocidio a Gaza.

Fermare la guerra. Rispettare le risoluzioni Onu. Liberare i territori occupati. Due popoli in due stati”. Questo il titolo dell'appuntamento organizzato dall'Anpi San Vito Sezione “E. Gregoris – Learco” e dall'Arci Cral Galante Ciliti.


INDIGNATI

A suscitare l'indignazione di gran parte dei consiglieri dei gruppi d'opposizione è il fatto che il Comune abbia concesso il patrocinio alla serata, considerata non “neutra” a partire dallo stesso titolo. «Riteniamo sia stato un gravissimo errore», scrivono, in una nota congiunta, i consiglieri Valerio Delle Fratte di Cultura Civica, Iacopo Chiaruttini e Luigi Sandri di Amo San Vito, Valentina Pegorer di San Vito Bene Comune, Rosanna Finos di Fratelli d'Italia, Carlo Candido e Federica Fogolin del Gruppo misto. «Nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Costituzione – dichiarano i consiglieri –, a tutti va garantita, nei limiti stabiliti dalla legge, la libertà di esprimere il proprio pensiero. Nulla in contrario, quindi, sul fatto che il Comune metta a disposizione la sala consiliare o altro locale pubblico. Troviamo però decisamente inopportuna la scelta di concedere il patrocinio, che equivale a manifestare l'adesione dell'ente alla posizione espressa dagli organizzatori. Una posizione sicuramente non condivisa dai sottoscritti consiglieri comunali».
Gli esponenti di vari gruppi consiliari, nei mesi scorsi, hanno presentato ordini del giorno e mozioni sul tema. «In questi atti – sottolineano dalle opposizioni – si ricorda come i palestinesi siano sicuramente delle vittime, ma di Hamas e dei Paesi canaglia che sostengono quei terroristi, come l'Iran». I consiglieri concordano con la senatrice Liliana Segre, secondo la quale «chiunque voglia paragonare quanto sta accadendo oggi a un genocidio sta dicendo una bestemmia».
Gli ospiti invitati a parlare, dopo l'intervento del presidente provinciale dell'Anpi di Pordenone Loris Parpinel, sono stati Khaled Al Zeer e Amer Hasan, rappresentanti delle comunità palestinesi del Veneto e del Fvg. Un altro aspetto che ha fatto parlare di un «convegno pro Palestina».
Da rilevare che in paese alcune locandine che annunciavano l’incontro sono state strappate.


IL PARLAMENTARE

È l'espressione utilizzata dall'on. Emanuele Loperfido, presidente di Fratelli d'Italia Pordenone. «Apprendiamo con sconcerto – ha dichiarato ieri il deputato – che all'interno di un consesso istituzionale come la sala del consiglio si voglia ospitare un convegno a tema “stop genocidio a Gaza” patrocinato dal Comune a senso unico, in cui i relatori sono esclusivamente l'Anpi provinciale, ben due associazioni palestinesi e nessun altro».
Il dissenso, nato all'interno della cittadina, ha avuto quindi un'eco provinciale: «Se c'è volontà di approfondire il tema – ha aggiunto Loperfido –, a maggior ragione in un ambito istituzionale vanno ospitate tutte le parti in causa e ascoltate tutte le tesi. A meno che il Comune e il sindaco non vogliano schierarsi».


LA REPLICA

A rispondere all'onorevole è l'assessore alla Vitalità Andrea Bruscia. «Il Comune non ha organizzato – evidenzia l'esponente della giunta guidata da Alberto Bernava –, ma semplicemente patrocinato, un incontro promosso dall'Anpi provinciale che chiede la pace e lo stop di un massacro il cui bilancio supera i 30mila morti tra cui 10mila bambini».
Per Bruscia «lo sconcerto dovrebbe essere per questa terribile tragedia, non per la concessione di una sala. Dire di no sarebbe stato comodo e sicuro, ma non è un comportamento che ci appartiene. Il nostro Comune non nega certo uno spazio per discutere democraticamente a chi, da sempre, sceglie di usare pacificamente le armi della cultura e del diritto per promuovere la pace e i diritti dei più deboli. L'onorevole Loperfido se ne faccia una ragione: a San Vito siamo abituati ad ascoltare, a confrontarci e a favorire il dibattito: le censure preventive le lasciamo volentieri ad altri».

Ultimo aggiornamento: 18:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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