Gli scambi commerciali tra il Friuli Venezia Giulia e l'Iran valgono 40 milioni di euro. Cosa si rischia in caso di guerra

Venerdì 19 Aprile 2024 di Marco Agrusti
Gli scambi commerciali tra il Friuli Venezia Giulia e l'Iran valgono 40 milioni di euro. Cosa si rischia in caso di guerra

C’è una parte del Friuli Venezia Giulia che come documentato in altri momenti non riesce a staccarsi da una specie di dipendenza commerciale da Mosca, quindi dalla Russia di Putin. Ma c’è anche un comparto regionale piuttosto consistente ed economicamente rilevante che stringe la mano al regime degli ayatollah, all’Iran della teocrazia islamica che solo pochi giorni fa ha portato nei cieli di Israele una pioggia di missili e droni kamikaze. E si parla di milioni di euro che ogni anni si muovono tra Trieste e Teheran, con un filo conduttore che domina sugli altri: l’acciaio


Cosa succede

Importazioni ed esportazioni, c’è un mondo poco conosciuto che sulla scia dei soldi lega il Friuli Venezia Giulia alla Repubblica islamica dell’Iran. Ed è un mondo in crescita. Anzi, relativamente ad alcuni prodotti si può tranquillamente parlare di impennata. Una rete di relazioni commerciali che adesso trema, minacciata dalle tensioni internazionali che rischiano di incendiare il mondo islamico e il Medioriente in generale. 
Si parte dalle importazioni, quindi dai prodotti che partono dall’Iran e ogni anno raggiungono il Friuli Venezia Giulia. I dati, in questo caso sono quelli dell’Istat rielaborati dall’Ires regionale e dal ricercatore Alessandro Russo. Nel 2023 il Friuli Venezia Giulia ha importato beni materiali dall’Iran degli ayatollah per un valore di 12 milioni di euro in totale.

Una vera esplosione, dal momento che nel 2022 la cifra non raggiungeva il milione e 300 mila euro e un anno prima si era assestata a sette milioni di euro. Grandi commesse in questo caso, tutte ascrivibili alla provincia di Udine, che da sola ha garantito importazioni per 11,6 milioni di euro. 


La relazione commerciale con l'Iran

Quale tipo di merce si muove sulla rotta tra Teheran e il Friuli Venezia Giulia? L’acciaio regna sovrano. I prodotti della siderurgia, infatti, valgono da soli 11 milioni di euro. Al secondo posto i prodotti di colture permanenti, che si fermano a quasi 600 milioni di euro in entrata. In aumento, anche se si tratta di cifre basse, l’importazione di altri prodotti alimentari. A livello territoriale, poi, Pordenone sembra aver “mollato” la relazione con l’Iran: le importazioni, infatti, sono scese da 349mila a 33mila euro. Impennata di Udine, passata da 585mila euro a 11,6 milioni di euro. 

Merci esportate dal Friuli Venezia Giulia

Ma anche il Friuli Venezia Giulia nel tempo ha dimostrato di rivolgersi all’Iran. E non solamente per comprare, bensì per compiere l’operazione opposta: vendere i propri prodotti. E anche in questo caso si tratta di dati in netta crescita, con Pordenone che in questo caso ha fatto registrare uno degli aumenti più sostanziosi. Si apre quindi il capitolo delle esportazioni da Trieste a Teheran. Il valore complessivo, considerato tutto il 2023, ammonta a 29 milioni di euro. Nel 2022, invece, la cifra si era fermata a 21,8 milioni di euro ed era a quota 17,5 milioni di euro nel 2021. La provincia di Pordenone è quella che esporta di più verso l’Iran, con una quota che l’anno scorso ha raggiunto i 17.5 milioni di euro, da sola pari alle esportazioni complessive del Fvg in Iran del 2021. 
Quanto ai prodotti, in questo caso a fare la parte del leone sono le macchine per impieghi speciali e i prodotti refrattari, cioè resistenti alle altissime temperature. Ci sono poi prodotti chimici dal valore di 2,5 milioni di euro e altre macchine di impiego generale per un totale di 5,4 milioni di euro. 

Ultimo aggiornamento: 07:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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