La piscina di Adria rischia di affogare: deserta la prima chiamata per la ricerca di un gestore

Giovedì 23 Maggio 2024 di Guido Fraccon
La piscina di Adria

ADRIA (ROVIGO) - Gli impianti sportivi di via Lampertheim non fanno gola a nessuno. È andata deserta la manifestazione di interesse, alla ricerca di un partner per la gestione e il riammodernamento del polo natatorio e di operatori economici interessati alla presentazione di proposte progettuali tramite finanza di progetto, mediante il ricorso alle forme di paternariato pubblico - privato, per l'attuazione, in regime di concessione, della riqualificazione e della gestione della piscina comunale. L'intera piscina, in particolare gli impianti tecnologici, hanno infatti necessità di urgenti interventi di riqualificazione e di manutenzione straordinaria, anche per migliorare la gestione energetica e ridurre i costi. Anche le vasche dovrebbero essere rifatte. Una di queste presenterebbe da anni una evidente inclinazione. L'efficientamento dell'intera struttura, sia in termini di edilizia che in termini di impiantistica, oltre che la manutenzione delle aree esterne, è ritenuta da palazzo Tassoni non più procrastinabile. 

LA RICERCA 

La ricerca degli operatori interessati era avvenuta tramite il Consorzio energia veneto (Cev) allo scopo di attivare un confronto concorrenziale tra più soggetti per individuare la proposta progettuale maggiormente rispondente all'interesse del Comune di Adria, per poi procedere all'indizione di una procedura di gara per la scelta del concessionario. Il Consorzio avrebbe dovuto curare non solo questa indagine di mercato andata deserta, ma, successivamente, la procedura di gara, inclusa l'aggiudicazione e i relativi controlli. A dicembre infatti la giunta Barbujani aveva bocciato la proposta di Padova Nuoto, attuale gestore della struttura, presentata mesi fa definendola "non rispondente agli estremi di fattibilità e di pubblico interesse dell'amministrazione comunale". La proposta inoltre era stata considerata carente di documentazione.

L’INTERVENTO 

L'intervento complessivo prevede un importo stimato di due milioni e mezzo di euro, senza oneri a carico del bilancio comunale. È dal 2008 che si parla di completamento e adeguamento tecnologico della piscina. La stessa Regione per gli impianti natatori adriesi, nell'aprile del 2015, aveva stanziato, salvo poi toglierli, 950mila euro. Era stato inoltre realizzato da uno studio adriese un progetto di ampliamento che prevedeva la realizzazione di un nuovo ingresso con una ampia zona ristoro e sosta e la coibentazione delle piscine coperte. Nell'elaborato erano inoltre indicate la ristrutturazione, l'adeguamento alle normative vigenti degli spogliatoi e la coibentazione generale. Tra le operazioni in scaletta anche l'ampliamento del centro fitness con la realizzazione di nuovi spogliatoi. 

VICENDA ADRIA NUOTO 

«Gli investimenti migliorativi non sono più rimandabili sia a livello strutturale che in termini di efficientamento energetico - era stato messo nero su bianco negli ultimi due anni dagli uffici comunali - per la riduzione dei consumi e l'eliminazione degli sprechi, con conseguente riduzione dei costi di esercizio". Sulla piscina pende, quale spada di Damocle, la richiesta del curatore fallimentare di Adria Nuoto che ha più volte chiesto al Comune di Adria, un credito che l'ex gestore, fallito nell'ottobre del 2019, vanterebbe nei confronti di palazzo Tassoni, ben 518.936,18 euro, oltre gli interessi. 

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