Rovigo. Sospetto caso di Dengue in città, scattano le disinfestazioni

Una giovane donna, rientrata dopo un viaggio all'estero, ha accusato i sintomi

Sabato 25 Maggio 2024 di Luca Gigli
Zanzare

ROVIGO - Un caso di probabile dengue in città. Scattano così le procedure per isolare il possibile focolaio, in attesa di avere la certezza che proprio di dengue si tratti. A fare il punto è proprio l'Ulss 5 che informa come una giovane donna che è rientrata da un viaggio all'estero, ha accusato dei sintomi che sono compatibili con la dengue.

I sintomi della Dengue

La sintomatologia vede l'insorgere febbre che è accompagnata da mal di testa molto forti, con dolori attorno e dietro agli occhi, eguali rilevanti dolori muscolari e alle articolazioni, oltre all'insorgere di nausea e vomito, fino a delle irritazioni della pelle che possono apparire sul corpo circa tre o quattro giorni dopo l'arrivo della febbre. È per questo che la giovane «si è sottoposta a specifici test di laboratorio che in prima battuta, hanno definito il caso come probabile», spiega l'azienda sanitaria, che aggiunge che la paziente «vive a Rovigo» e di conseguenza «il servizio di Igiene e Sanità pubblica ha preso in carico la segnalazione e sta attivando, come previsto da protocollo della Regione Veneto, la procedura prevista con trattamenti preventivi di disinfestazione adulticida e larvicida nel raggio di 200 metri dall'abitazione della giovane».

Come si trasmette la malattia

La dengue, infatti, è una malattia infettiva, con il virus che viene trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, vale a dire la zanzara tigre, che ormai è ampiamente diffusa in Italia e in Polesine. Per questo vengono adottate le misure dette di disinfestazione e di soppressione delle larve, aggiuntive e straordinarie a quelle comunque fatte ciclicamente per altri virus già presenti nel paese come il West Nile.

In chi contrae la malattia si crea poi una immunità a vita nei confronti di uno dei cinque tipi di virus della dengue, ma breve nei confronti degli altri. La terapia è essenzialmente di supporto della persona colpita, basata sull'idratazione quando la malattia è in forma lieve o moderata, mentre nei casi più gravi si procede con flebo e trasfusioni di sangue.

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