Dopo le dimissioni Gaffeo si ricandida a sindaco di Rovigo e guarda al futuro: «Ci sono 50 milioni per trasformare la città»

Venerdì 16 Febbraio 2024 di Elisa Barion
Il municipio di Rovigo

ROVIGO - Una coalizione progressista, nel campo del centrosinistra o come la definisce l’ormai ex sindaco Edoardo Gaffeo «liberal», formata da forze civiche, ma senza escludere i partiti che pure sono presenti nel perimetro che si oppone al centrodestra. Con un’unica preclusione: l’attuale Pd «che ha dichiarato di avermi sfiduciato - sottolinea Gaffeo - attraverso un documento votato anche da gran parte dei consiglieri comunali, dopo anni di contestazioni, uno stillicidio continuo».

Con le dimissioni divenute effettive allo scattare della mezzanotte del 15 febbraio, è lo stesso Gaffeo a ripercorrere gli anni di amministrazione che si è appena lasciato alle spalle. Lo sguardo, però, è rivolto al futuro: la sua campagna elettorale è già iniziata, «mi prendo giusto qualche giorno di tempo per pianificare e organizzare le cose, poi si riparte». La ricandidatura a sindaco da mercoledì è una certezza. A chiusura dell’ultima seduta del consiglio comunale l’ha annunciato: «Posso già dire da questo momento che mi candido a sindaco per il 2024».

LA VICENDA IRAS

La conferma l’ha data ieri Gaffeo, raccontando anche che il principale rimpianto è il caso Iras e Casa Serena. «Una questione che è stata affrontata nel corso di una lunga trattativa, a tratti estenuante. E con l’amministrazione che a un certo punto, nel dicembre 2022, era pronta a sottoporre al consiglio comunale un progetto molto ambizioso che sarebbe stato vantaggioso per tutte le parti in causa e che muoveva qualcosa come 10 milioni. In quella versione dell’accordo di programma, l’Ater si sarebbe impegnata ad acquistare una porzione di Casa Serena. mentre la parte restante sarebbe stata ristrutturata dal Comune e affidata all’Ulss. In quell’occasione la presidenza del consiglio comunale non ha ritenuto di inserire la proposta all’ordine del giorno dell’aula per non si sa bene quale motivo».
L’accordo di programma è stato più volte modificato, l’ultima versione approdata in consiglio il 4 luglio non risultava vantaggiosa per il Comune, la proposta è stata bocciata e per l’Iras si è aperta la privatizzazione, Casa Serena è stata svuotata ed è diventata un nuovo enorme vuoto urbano e sulla vicenda si è abbattuta una sentenza del Tar che stando alle parole di Gaffeo, «apre la strada a una transazione per sciogliere la convenzione che lega Casa Serena all’Iras, mentre prima della sentenza le condizioni per una transazione non c’erano».

LE OPPORTUNITÀ

Negli ultimi 4 anni e 8 mesi a guida Gaffeo non c’è stato >l’Iras. «Sono stati anni entusiasmanti per certi versi, duri per altri. Il periodo dell’emergenza Covid è stato molto pesante. Le restrizioni ci hanno imposto anche modalità nuove di riunione e di discussione. Finita l’emergenza Covid, c’è stato lo sconvolgimento geopolitico internazionale dell’invasione russa dell’Ucraina che ha comportato un balzo in avanti dell’inflazione a due cifre con il relativo aumento dei costi energetici. Aumento che ha toccato le famiglie così come il Comune».
Sia il Covid che l’aumento delle bollette «ci hanno imposto di concentrarci ad affrontare delle situazioni che non erano certo previste nel nostro programma elettorale e per questo abbiamo dovuto fare delle deviazioni». Una di queste è stata l’avvento del Pnrr che ha portato una pioggia di milioni erogati tramite bandi ai quali il Comune ha partecipato ottenendo numerosi finanziamenti che adesso vanno concretizzati. «Le partite aperte - conclude Gaffeo -sono ancora molte, basti pensare ai 38 milioni di investimenti sull’ex caserma Silvestri e ai 12 per il nuovo tribunale. Sono partite che vanno governate in una prospettiva di lungo respiro. D’altra parte abbiamo preso in mano una città che era stata trascurata e cinque anni per la ripresa sono pochi. Ne servono almeno altrettanti, se non dieci».
Gaffeo ha anche rilasciato un’intervista alla webradio Blutu che andrà in onda sabato alle 11.

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