Maxi-impianto fotovoltaico a Mogliano: «Case svalutate di 2,2 milioni». I residenti vogliono chiede risarcimenti stellari

Giovedì 4 Gennaio 2024 di Mauro Favaro
Maxi-impianto fotovoltaico a Mogliano - Foto di Sebastian Ganso da Pixabay

MOGLIANO VENETO - Una perdita di valore complessivamente pari a 2,2 milioni di euro. È questo il calcolo fatto nello studio del Comune sul deprezzamento delle case a fronte della prossima costruzione del maxi-impianto fotovoltaico della Sicet di Bolzano, composto da 13.500 pannelli che andranno a coprire per almeno trent'anni quasi 90mila metri quadrati di campi tra la Circonvallazione Nord, via Cavalleggeri e via Bianchi.

L'indagine sviluppata da Giovanni Campeol e Sandra Carollo evidenzia che nel raggio di 500 metri dall'area del progetto ci sono quasi 500 edifici. E 37 di questi sono destinati ad affacciarsi proprio sull'impianto fotovoltaico sviluppato dalla Ren Project di Padova. I numeri presentati dai consulenti tecnici del municipio nell'ultima conferenza dei servizi non sono bastati per fermare il progetto: l'intervento è stato definitivamente approvato. Ma il sindaco Davide Bortolato ha deciso di ricorrere al Tar. E ora lo studio finirà sulle scrivanie dei giudici amministrativi.

I NUMERI
«Da una recente indagine di mercato svolta nel comune di Mogliano si può stimare, in modo molto prudenziale, che ogni immobile presenti un valore economico medio di circa 400mila euro è stato messo nero su bianco nel report per cui il totale del patrimonio immobiliare relativo ai 37 immobili è pari a 14,8 milioni. Ne consegue che il deprezzamento del 15% ha un valore complessivo di 2,2 milioni di euro». La quota del deprezzamento è stata fissata prendendo come riferimento uno studio sugli immobili in contesti agrari di pregio promosso nel 2015 dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) dell'Emilia Romagna. «È necessario enfatizzare si aggiunge che nel caso di autorizzazione alla costruzione dell'impianto fotovoltaico (ad oggi alla luce del ricorso, ndr) questo importo potrebbe essere considerato quale valore compensativo per la "perdita" del paesaggio agrario di pregio, da assegnare ai proprietari delle abitazioni coinvolte». L'avvocato Andrea Michielan, legale dei residenti pronti a costituirsi in un comitato, è sulla stessa linea: «Il deprezzamento è certo con un impianto fotovoltaico del genere vicino ha chiarito alla luce di questo, siamo pronti a chiedere risarcimenti milionari». E potrebbe pesare anche il parere della Soprintendenza, pur assente nella conferenza dei servizi decisiva: «Sebbene si riconosca l'importanza strategica delle fonti rinnovabili per produrre energie e ridurre gli impatti di anidride carbonica sul clima, non si ritiene l'opera compatibile dal punto di vista paesaggistico sia per la particolare ubicazione, sia per l'eccessiva dimensione nonché per le conseguenti opere di gestione».


GLI AMBIENTALISTI
Sulla questione interviene anche il comitato Salviamo il paesaggio di Mogliano: «Siamo a favore delle rinnovabili, ma esserlo non può voler dire che esse siano posizionate ovunque e comunque». Il gruppo fa in particolare riferimento a una relazione dell'Ispra che sottolinea come la stima di 35mila ettari di nuovo fotovoltaico a terra a livello nazionale potrebbe essere realizzato sul 7,14% del territorio italiano con il suolo è già occupato: tetti, piazzali, zone industriali e commerciali, cave e discariche e così via. Mentre resta vivo il braccio di ferro sull'impianto targato Sicet, intanto, a metà dicembre è stato invece bocciato il progetto proposto dalla società Vega del gruppo Canadian Solar Construction, sviluppato dalla stessa Ren Project, che prevedeva la costruzione di un impianto agri-fotovoltaico su 24 ettari tra via Bonfadini a Mogliano e il cimitero di Marcon. «Le integrazioni presentate risultano prive dei contenuti minimi per l'istanza di autorizzazione unica è in sintesi quanto evidenziato dalla direzione Valutazioni ambientali si ritiene non sia possibile dare avvio al procedimento. E si procede all'archiviazione dell'istanza».

Ultimo aggiornamento: 12:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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