Omicidio di Paderno. Massacrato nel bosco, Bledar e l'appuntamento «della morte» concordato con il killer 17enne su Grindr

I due si erano sentiti sull'app di incontri gay, simile a Tinder

Giovedì 29 Febbraio 2024 di Maria Elena Pattaro
Omicidio di Paderno. Massacrato nel bosco, Bledar e l'appuntamento «della morte» concordato con il killer 17enne su Grindr

PIEVE DEL GRAPPA (TREVISO) - I contatti, gli screzi, il distacco e poi l'appuntamento sfociato nel sangue, concordato tramite "Grindr", un'app di incontri gay simile a Tinder. È la dinamica ricostruita finora dagli inquirenti sull'omicidio di Paderno. Ma sarà il 17enne accusato di omicidio premeditato a chiarire oggi il movente che lo ha spinto a uccidere Bledar Dedja, il pomeriggio del 20 gennaio scorso in un boschetto di via dei Colli dove si erano appartati. Il movente del delitto è il tassello mancante per ricomporre il puzzle di un crimine che fin da subito era stato inquadrato come passionale. La vittima, 39enne albanese, colpita con una ventina di fendenti, aveva infatti i pantaloni e le mutande abbassate. Le sue relazioni extraconiugali erano ormai note anche alla moglie, che un paio di anni fa aveva ingaggiato un investigatore privato perché aveva il sospetto di essere tradita. Bledar e il 17enne si erano conosciuti circa un anno fa in uno dei locali in cui l'albanese lavorava come giardiniere e dove lo studente aveva fatto un periodo di alternanza scuola-lavoro.

Quella conoscenza, col passare del tempo si era probabilmente spinta ben oltre i rapporti di lavoro. Poi c'era stato un distacco, a cui è seguito l'appuntamento fatale. Cosa è successo nel frattempo da portare a un epilogo così efferato?

Omicidio di Bledar e l'arresto del 17enne: incontri e sesso nel bosco, nel giro anche altri minori


I RETROSCENA
È quello che il 17enne vuole spiegare al pm Giovanni Parolin della Procura dei minori di Venezia. Il magistrato lo raggiungerà nel pomeriggio all'interno del carcere minorile di Treviso, dove il ragazzo è attualmente recluso. Il giovanissimo, dopo un mese in cui ha nascosto a tutti il suo terribile segreto, aveva ammesso il delitto già durante il fermo. «Sì, ho ucciso io Bledar» aveva detto venerdì scorso, quando i carabinieri si erano presentati a casa sua. Anche all'interrogatorio di garanzia si è dimostrato collaborativo con il gip, indicando anche il luogo in cui si è disfatto dell'arma del delitto (un coltello da cucina), delle chiavi dell'auto della vittima (una Mercedes bianca Classe B) e di alcuni vestiti sporchi di sangue. Oggetti che potrebbero essere recuperati già nelle prossime ore: i carabinieri infatti stanno organizzando le ricerche. Le parole del 17enne potrebbero un vaso di Pandora nell'Asolano. Un giro di sesso e favori in cui potrebbero essere coinvolti altri minori, anche di famiglie "bene". «La vicenda è molto più articolata di quanto appare» aveva dichiarato nei giorni scorsi il suo difensore, l'avvocata Elisa Berton.

Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 13:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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