Pilar Fogliati sul set di Odio il Natale 2: «Chioggia è un gioiello, perfetta per gli innamorati. Il mio sogno? Sposarmi e avere figli»

Sabato 18 Marzo 2023 di Emiliana Costa
Pilar Fogliati sul set di Odio il Natale 2: «Chioggia è un gioiello, perfetta per gli innamorati. Il mio sogno? Sposarmi e avere figli»

CHIOGGIA - Tutti pazzi per Pilar Fogliati e a Chioggia, dove ha appena girato la seconda stagione di Odio il Natale, le hanno dedicato perfino un dolce, la "pilaretta". L'attrice romana, al cinema con Romantiche - il primo film che la vede in veste di regista (oltre che di protagonista) scritto con Giovanni Veronesi - sta attraversando un momento d'oro della carriera.

Non solo Netflix infatti: nel 2023 è in uscita anche con la serie di Rai1 "Cuori 2" e con il film di Daniele Luchetti "Confidenza", accanto a Elio Germano.

Intanto, però, Pilar è tornata a indossare i panni di Gianna, l'infermiera trentenne alla ricerca dell'amore, protagonista di "Odio il Natale 2". E tra un ciak e l'altro, si è raccontata a tutto tondo, dalle sue insicurezze tipiche dei trent'anni, al sogno "all'antica" di mettere su famiglia. Svelando anche di essersi "innamorata" di Chioggia, il comune del veneziano definito per le sue calli "la piccola Venezia".

Partiamo dal secondo soggiorno chioggiotto, cosa le è piaciuto di più della città?
«Chioggia è un gioiello, Riva Vena è un posto che quasi non ci credi quando sei lì. Verso le 19 si creano delle luci nell'acqua mozzafiato. Una bellezza crepuscolare, sembra un quadro del romanticismo. È perfetta come teatro di una storia d'amore con i suoi ponti e le sue calli, mi sono riempita gli occhi di bellezza. Dopo la prima stagione di "Odio il Natale", in tanti mi hanno scritto che hanno deciso di visitarla e di trascorrerci le feste, anche San Valentino. Perfetta per gli innamorati. Nei giorni scorsi ho incontrato due olandesi venuti apposta dopo aver visto la serie».

Ci verrebbe in vacanza?
«Assolutamente sì. Da romana sono sempre andata al mare sul Tirreno, ma ora ho scoperto questo posto magico. I chioggiotti poi sono sempre disponibili. Una pasticceria nel centro di Sottomarina di Chioggia mi ha perfino dedicato un dolce: muffin con cioccolato ribattezzato pilaretta».

Qual è il suo piatto chioggiotto preferito?
«Ho un "problema" con la bissiola, il biscotto di Chioggia. Lo mangio inzuppato nel latte, con la Nutella. In ogni momento».

Sul set è tornata a interpretare Gianna. Una ragazza dedita al lavoro ma che sogna l'amore. Ci si rivede?
«In questo sono all'antica. Il lavoro è fondamentale però per me trovare l'amore ha la stessa importanza. Ho un fidanzato da quattro anni, voglio sposarmi e avere figli. I miei genitori sono sposati da trent'anni e sono la terza di quattro fratelli. Mi piace l'idea del focolare domestico».

Ma qual è il segreto del successo di Odio il Natale?
«Rompe il tabù sulle insicurezze dei trentenni, che si sentono ancora un po' adolescenti e sulla "rimandata" progettualità. Non c'è più la ricerca ad ogni costo di matrimonio e figli. Le mie amiche sono ancora tutte single. La serie è stata premiata perché racconta qualcosa di vero».

Tra le giovani oggi è un po' svanito il sogno del vestito bianco? Meglio un contratto a tempo indeterminato?
«Sì, mi sembra sia un po' svanito. Con la nostra generazione è aumentata la consapevolezza dell'io, dei bisogni personali e c'è più difficoltà a fare rinunce. Il matrimonio viene visto come una di queste. Rispetto alle generazioni del passato, poi, le donne oggi lavorano e hanno la stessa gamma di scelte dell'uomo».

In Romantiche interpreta quattro tipologie diverse di trentenni che vanno dalla psicologa. Lei è mai stata in terapia?
«Sono andata dalla psicologa e lo consiglio se è un bisogno tuo. Ti dà degli strumenti per affrontare la vita. È bello che oggi la psicoterapia sia collegata a un amor proprio e non all'avere problemi».

È esplosa sul web con la parodia degli accenti romani. Com'è nata quell'esperienza fortunata?
«Ero proprio in Veneto a Cortinametraggio a pranzo con i ragazzi del collettivo "Il milanese imbruttito". Ho iniziato a fare delle imitazioni davanti al caffè e il video messo su Facebook è diventato virale. Giovanni Veronesi lo ha visto, mi ha invitata in radio e da lì è nata la nostra collaborazione e l'idea del mio film».

A quale attore si ispira?
«Per me Carlo Verdone è il massimo. Amo l'amarezza nei suoi personaggi comici. Mi ha dato un grande in bocca al lupo per Romantiche e mi ha detto che è molto contento che a quarant'anni dai suoi film sia tornato il genere del carattere umano. Quando è venuto alla prima ha esclamato "Aò c'hai gli occhi puntati addosso". Un mito».

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