Turismo, addio al codice regionale anti-evasione

Il cartellino ora arriverà dal ministero Caner: «Per gli operatori nessun aggravio»

Lunedì 27 Maggio 2024 di Alda Vanzan
Turismo, addio al codice regionale anti-evasione

VENEZIA - Codici identificativi per le strutture turistiche: cambia tutto. Non sarà più la Regione del Veneto, infatti, a rilasciare i codici, ma lo Stato. E il codice, che fino a ieri era obbligatorio per le sole locazioni turistiche, adesso lo sarà per tutte le strutture: alberghi, bed & breakfast, agriturismo.

Anche gli introiti delle sanzioni cambieranno destinazione: non saranno più ad uso libero, ma vincolati, potranno cioè essere utilizzati dai Comuni solo per investimenti in materia di turismo e per interventi concernenti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. E qui i Comuni fanno presente che per fare i controlli serve personale, mentre invece le risorse destinate agli enti locali sono sempre più oggetto di tagli.


LE NOVITÀ
Il Cir, Codice identificativo regionale, era previsto da una legge veneta del 2013, ma il decreto legge 145 del 2023 ha introdotto il Cin, Codice identificativo nazionale. La ratio è sempre la stessa: contrastare l'evasione fiscale e, attraverso una banca dati nazionale, avere l'esatta dimensione del fenomeno turistico. «Per le locazioni turistiche che già avevano il nostro codice Cir non cambia nulla - spiega l'assessore regionale al Turismo, Federico Caner - semplicemente dovranno sostituire la targhetta da mettere all'ingresso della struttura o da utilizzare nei portali Internet con una nuova, ma non ci saranno pratiche burocratiche da seguire. Come Regioni ci siamo infatti battuti perché il nuovo Codice identificativo nazionale tenesse conto del lavoro già fatto in molti territori. In pratica il Cir sarà sostituito da un nuovo codice aggiungendo un prefisso alfanumerico fornito dal ministero del Turismo». Alberghi, B&B, campeggi, agriturismo - fino a ieri esentati dovranno invece chiedere il codice Cin. La novità dovrebbe scattare dal prossimo settembre.
Nel frattempo la legge veneta del 2013 dovrà essere ampiamente modificata, anche per quanto riguarda le sanzioni: «Quelle statali saranno più basse, ma con un range ampliato, dagli 800 agli 8.000 euro», dice Caner. Di qui la proposta di legge della giunta, già presentata alla Sesta commissione del consiglio regionale, per modificare la norma di undici anni fa e adeguarsi al dettato statale.


LE REAZIONI
Marco Michielli, lo storico presidente di Federalberghi e Confturismo Veneto che all'epoca aveva promosso e seguito la regolamentazione e la nascita del codice Cir, vede di buon occhio le novità volute dal ministero. L'unica preoccupazione è sull'attività ispettiva: «Perché la norma abbia un senso, i controlli vanno fatti. Forse sarebbe stato il caso di coinvolgere le forze di polizia nazionali, la Finanza, i carabinieri».


I MUNICIPI
Come con il Cir, anche con il Cin i controlli spetteranno invece ai Comuni. Ma ci saranno delle novità. Dice Carlo Rapicavoli, direttore dell'Anci, l'Associazione dei Comuni del Veneto: «La legge regionale oggi vigente che attribuisce ai Comuni la competenza per i controlli consente agli stessi di introitare le somme riscosse come sanzioni senza particolari vincoli. La legge statale, al contrario, vincola la destinazione delle somme riscosse al finanziamento di investimenti per politiche in materia di turismo e di interventi concernenti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Si ripropone quindi il consueto problema relativo al personale dei Comuni già in grave difficoltà per le carenze di organico. Gli organi di polizia locale, cui la legge statale assegna le funzioni di controllo, sono già oberati da molteplici funzioni e adempimenti e sono in numero fortemente deficitario rispetto alle esigenze». Per i Comuni non sarà facile. «È la singolare pretesa consolidata nel nostro Paese, a livello centrale, delle cosiddette "riforme a costo zero" - dice Rapicavoli - salvo far ricadere oneri e competenze, soprattutto di controllo, a carico degli enti locali già in difficoltà e senza alcun supporto aggiuntivo, addirittura vincolando la destinazione delle specifiche risorse derivanti dall'attività di controllo».

Ultimo aggiornamento: 21:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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