Mestre. I residenti appendono cartelli anti-pusher, la polizia locale li toglie: scoppia la polemica. «Erano il nostro grido di dolore, ci sono file di tossicodipendenti»

Mercoledì 22 Maggio 2024 di Fulvio Fenzo
I residenti appendono cartelli anti-pusher, la polizia locale li toglie: scoppia la polemica. «Erano il nostro grido di dolore, ci sono file di tossicodipendenti»

MESTRE - «Tolti dagli spacciatori? Macché, i cartelli appesi domenica mattina nel rione Piave contro i pusher sono stati levati dai vigili». Un blitz - che dal Comando della Polizia locale confermano in linea con le “normali procedure” quando si tratta di affissioni abusive - che nelle ultime ore sta scatenando la protesta di molti abitanti della zona, esasperati dalla presenza di spacciatori e tossicodipendenti.

E non è escluso l’avvio di una protesta “diffusa” con decine e decine di manifesti attaccati a terrazze e entrate dei condomini “dove i vigili non potranno venirli a rimuovere”.

IL FATTO

Non sono stati dunque gli spacciatori a strappare i tre cartelloni comparsi domenica, di prima mattina, in tre punti-chiave dello spaccio: all’angolo tra via Col di Lana e via Passo Buole, all’incrocio tra via Col di Lana e via Piave e in quello tra via Monte San Michele e via Monte San Gabriele. «Tre incroci - afferma l’autore dei cartelloni che resta rigorosamente anonimo (e che aveva attuato una protesta simile sei anni fa, prima dell’Operazione San Michele) - dove lo spaccio avviene alla luce del sole, con i clienti che arrivano a piedi, in bici o in auto. Domenica mattina una pattuglia della polizia locale li ha rimossi tutti tra le 9.30 e le 10, ma per me è da “rimuovere” prima chi spaccia, rispetto al cartello che lo segnala». Operazione confermata anche dalla Polizia municipale che, come per altre rimozioni di manifesti abusivi, ha poi consegnato alla Digos i tre cartelloni “Basta spaccio basta” e “Via gli spacciatori dal quartiere”. «Questi cartelli esprimevano il grido di dolore di noi cittadini perché, basta venire da queste parti di pomeriggio, tutti i giorni dopo le 16,30, per vedere la “coda” di tossicodipendenti che attendono gli spacciatori» riprende l’autore dei manifesti. E ieri, poco dopo le 17, in via Monte San Michele si è assistito all’ennesima rissa tra consumatori di sostanze. «La presenza degli spacciatori nigeriani si è drasticamente ridotta» sottolineano dalla Polizia locale, anche se l’impressione dei residenti non sarebbe la stessa visto che i “clienti” continuano ad essere fissi in zona. Così oggi, dopo la delusione per l’operazione anti-cartelli, in via Piave si terrà una riunione del coordinamento dei cittadini che si sta organizzando per attuare una nuova protesta: «Se i pochi cartelli hanno "infastidito", sicuramente tanti cartelli possono diventare efficaci - è uno dei messaggi che gira nelle chat dei residenti del quartiere -. I manifesti non possono essere tolti dalle proprietà private: stiamo pensando di esporre cartelli, lenzuola e drappi con le scritte su portoni condominiali, ringhiere, terrazze e finestre». Basterà a tenere lontani gli spacciatori? Difficile, ma sarà sufficiente a far capire che il rione Piave non ne può davvero più. 

Ultimo aggiornamento: 11:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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