Gino Cecchettin parla dell'uccisione della figlia Giulia: «Non porto rancore ma perdonare Filippo è difficile, ho dei limiti»

E aggiunge: «Nessuno può essere immune da una tragedia simile, ma questo l'ho capito soltanto dopo»

Lunedì 27 Maggio 2024
Gino Cecchettin parla della figlia Giulia uccisa: «Non porto rancore ma perdonare Filippo difficile»

Non è rancore il sentimento che prova nei confronti del ragazzo che ha ucciso a coltellate sua figlia. Gino Cecchettin ammette però che non riesce a perdonare Filippo Turetta, che è difficile archiviare un dolore così grande e custodirlo in un cassetto silenzioso, conciliante e neutro come quello del perdono. E comunque con la pacatezza che lo contraddistingue, il papà di Giulia Cecchettin fa una semplicissima ammissione, molto umana: «Ho dei limiti». 

Gino Cecchettin parla di Filippo Turetta: «È difficile perdonare, ho dei limiti»

«Non porto rancore, non porto rabbia ma mi risulta difficile pensare al perdono, ho dei limiti», ha detto Cecchettin intervenendo all'appuntamento «Live In» di SkyTg24 in corso a Milano.

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Con i suoi genitori «ci siamo scambiati qualche messaggio durante le festività, non ce l'ho con loro», ha proseguito. Ora «io mi concentro su quello che voglio fare per lei: non e' un discorso politico, è culturale e trasversale. Non possiamo chiudere gli occhi», ha ribadito Cecchettin. Quando gli è stato poi chiesto perché, secondo lui, il caso di Giulia avesse attirato così tanto l'attenzione dell'opinione pubblica, ha indicato tra le sue motivazioni «la forte posizione presa da Elena (sorella di Giulia, ndr)". Elena «è stata molto forte e secondo me in un momento di estremo dolore ha trovato la lucidità per analizzare la situazione, lei ha scosso un po' le coscienze», ha ribadito. Secondo Cecchettin «le tantissime persone in piazza sono state attratte anche dalle parole di Elena»

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«Non possiamo accettare che ogni anno ci sia una carneficina come quella dello scorso anno», ha detto papà Gino commentando i numeri delle donne uccise in Italia, che sono già 30 al 19 maggio, intervistato a SkyTg24 Live in Milano. «Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a un problema di tale portata - ha aggiunto -. Ci sarà un processo che spero porterà alla parità il più presto possibile, gli uomini infatti devono capire che le donne devono poter essere libere. A Giulia questa libertà è stata negata». Nel suo libro "Cara Giulia" il padre sottolinea il concetto che nessuno può essere immune da una tragedia simile, ma questo lo ha capito soltanto dopo.

«Da genitori ci prodighiamo di garantire benessere ai ragazzi, di farli studiare all'università che è anche un ambiente acculturato - ha spiegato -. Giulia aveva una vita normale non da bassifondi. Eppure ti svegli la mattina e ti trovi all'interno di un vortice e mia figlia Elena mi ha dato la risposta, mi ha illuminato sulle cause» di questa tragedia.

Ultimo aggiornamento: 1 Giugno, 13:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA