Tajani accelera sulle riforme: «Giustizia e premierato si faranno»

Domenica 26 Maggio 2024 di Federico Sorrentino
Tajani accelera sulle riforme: «Giustizia e premierato si faranno»

Il riferimento è sempre Silvio Berlusconi. Fu lui «Il primo ad avere un'idea sul premierato», a lanciarne la proposta. A due settimane dall'election day, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani fissa gli obiettivi interni citando il Cavaliere, ideatore di una delle tre priorità del Paese: premierato, autonomia, riforma della giustizia. «Si deve procedere su queste tre riforme», ripete come un mantra a Napoli per un evento della Confsal. Ritiene che quella sul premierato sia una battaglia storica di Forza Italia, necessaria per garantire stabilità e governabilità al Paese ma anche continuità con gli interlocutori internazionali.

LE PAROLE

Per questo, dopo le ultime parole di Elly Schlein, chiede alle opposizioni di mostrare le carte: «Su autonomia e premierato dicano quello che vogliono. Noi parliamo di progetti e proposte, di come migliorare il Paese». E a questo proposito ricorda: «In Italia cresce l'occupazione». Dall'altra parte c'è un'opposizione «che fa l'opposizione, fa campagne elettorale e ripete sempre le stesse cose. Noi andiamo avanti a governare bene l'Italia. Loro dicano ciò che ritengono, poi giudicheranno i cittadini. Sono loro a votare». Sul premierato la maggioranza andrà avanti nonostante le proteste dell'opposizione. Anche ieri Angelo Bonelli dei Verdi ha protestato: «Per la Meloni la Costituzione è un giocattolo» ma il responsabile organizzazione Fdi, Giovanni Donzelli, ha giurato che si andrà avanti: «Siamo coesi, faremo le riforme. Nessun passo indietro, è un errore che ha già fatto Renzi».

LE RIFORME

Sull'autonomia differenziata Tajani chiede invece di definire i Lep, la riforma va fatta fissando i livelli essenziali delle prestazioni a tutela dei diritti di tutti i cittadini, «Sud e Nord, nessun vantaggio per una regione rispetto all'altra».

L'autonomia, ricorda il numero uno FI, «rappresenta una opportunità per tutti i cittadini. Il napoletano non è diverso dal milanese, ha stessi diritti e naturalmente stessi doveri». A rassicurarlo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che difende una riforma che «non spacca l'Italia, non divide tra italiani di serie A e B». «Prima di qualsiasi riforma - la promessa del ministro - c'è da stabilire i Lep, da lì si parte».

Quindi la giustizia, con la separazione delle carriere che sta per arrivare in Cdm. Tajani chiede «una giustizia giusta», un processo «dove il cittadino sia garantito da una parità di posizione tra accusa e difesa, con l'esaltazione del giudice terzo che deve decidere se il piatto della giustizia pende verso l'accusa o la difesa. Ma se c'è sempre un magistrato che fa parte della stessa carriera del giudice che rappresenta l'accusa, allora il processo rischia di essere sbilanciato». Pure sulla giustizia Donzelli promette: «Era nel programma elettorale, realizzeremo quanto promesso».

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