Papa Francesco implora di non lasciare soli i malati terminali e le loro famiglie: «Fate uso delle cure palliative»

Martedì 30 Gennaio 2024 di Franca Giansoldati
Papa Francesco implora di non lasciare soli i malati terminali e le loro famiglie: «Fate uso delle cure palliative»

Mentre le richieste di malati terminali o gravemente depressi che scelgono volontariamente di recarsi in Svizzera per farsi ricoverare in costose cliniche e porre fine alle enormi sofferenze Papa Francesco affronta in un lungo messaggio il grande tema della solitudine di coloro che sono affetti da patologie irreversibili e non hanno più speranze di guarigione. «Qui entrano in gioco le cure palliative, che garantiscono al paziente non solo un’assistenza medica, ma anche un accompagnamento umano e vicino».

Inoltre, ha aggiunto, le loro famiglie non possono essere lasciate da sole davanti a drammi tanto intensi. La riflessione che sviluppa il pontefice è rivolta ai cattolici di tutto il mondo ai quali ha chiesto, in un messaggio video, preghiere per tutti «i malati nella fase terminale della propria vita, e per le loro famiglie, affinchè ricevano sempre la cura e l’accompagnamento necessari, sia dal punto di vista sanitario che da quello umano». 

Alain Delon choc: «Voglio morire, la vita è finita». Battaglia fra i figli per l'eredità: «È incapace di intendere e volere»

Qualsiasi malato terminale particolarmente grave che non abbia più speranze di guarigione dovrebbe essere accompagnato da medici, psicologi, sacerdoti. Il tema della eutanasia resta nel sottofondo inevitabilmente. 

«Ogni malato ha diritto all’accompagnamento medico (…) A volte non riescono a parlare, a volte pensiamo che non ci riconoscano, ma se teniamo loro la mano capiamo che sono in sintonia. Non sempre si ottiene la guarigione. Ma possiamo sempre prenderci cura del malato, accarezzare il malato» ha sottolineato ancora Bergoglio.

Suicidio assistito in Svizzera dopo la morte del figlio. Il marito avvisato da una mail della clinica

EUROPA

In Europa i primi a legalizzare l'eutanasia e il suicidio assistito sono stati i Paesi Bassi approvando una legge nel 2002. Successivamente fu approvato il "protocollo di Groningen" che stabilisce i criteri da rispettare per effettuare l'eutanasia infantile. Il Belgio è stato il primo Paese a seguire l’esempio dell’Olanda. Nel 2003 ha legalizzato l'eutanasia e nel 2016 l'ha estesa ai minori. Il Lussemburgo ha approvato la legge che legalizza l'eutanasia nel 2009, diventando il terzo paese dell'Unione europea a depenalizzarla. La Spagna è stato il quarto Paese europeo e il settimo al mondo a depenalizzare l’eutanasia attiva, approvando la legge nel marzo del 2021. Eutanasia passiva e suicidio assistito sono stati depenalizzati in Spagna fin dal 1995. La legge era una delle battaglie di bandiera del governo socialista di Pedro Sanchez.

Anna Maria Bigon, chi è la consigliera del Pd che ha votato contro la legge sul fine vita (affossandola)

La Svizzera prevede sia l'eutanasia attiva indiretta (assunzione di sostanze i cui effetti secondari possono ridurre la durata della vita), sia quella passiva (interruzioni dei dispositivi di cura e di mantenimento in vita), sia il suicidio assistito. Farmaci mortali possono essere prescritti anche a cittadini stranieri, purché il paziente abbia un ruolo attivo nella somministrazione del farmaco. Quest’ultima pratica fu scelta nel 2017 nel caso di Fabiano Antoniani, conosciuto anche come dj Fabo. La Francia ha introdotto con la legge Leonetti del 2005 il concetto di diritto al "lasciar morire" (la cosiddetta eutanasia passiva), che autorizza i medici a somministrare cure palliative per allievare il dolore. 

L'eutanasia è illegale in tutto il territorio del Regno Unito. Al momento, qualsiasi persona sorpresa a compiere suicidio assistito commette un reato e può pertanto essere condannata per istigazione al suicidio fino a 14 anni di carcere. A novembre 2021 la legge sul suicidio assistito è passata in seconda lettura alla Camera dei Lord. Punta a legalizzare la pratica per adulti malati terminali e mentalmente abili nei loro ultimi sei mesi di vita.

In Portogallo sono vietate sia l'eutanasia passiva sia quella attiva, ma è consentito a un comitato etico di interrompere i trattamenti più pesanti in alcuni casi disperati, con l'esclusione però di idratazione e alimentazione. In Danimarca e Norvegia ogni forma di eutanasia è illegale. La Finlandia prevede nel suo ordinamento l’eutanasia passiva. L'eutanasia attiva è proibita anche in Svezia, mentre viene tollerato il suicidio assistito

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche
caricamento